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Scanno, il lago a forma di cuore in Abruzzo
Tutto quello che c’è da sapere sul lago di Scanno
A volte la natura sa fare davvero dei capolavori. Opere d’arte riuscite quasi per caso, senza che qualcuno si sia messo lì a fare un progetto. Eppure, perfette da qualsiasi punto di vista, o a volte soltanto da uno, ben specifico, una prospettiva che crea la magia. Il Lago di Scanno è una di queste opere d’arte prospettiche, e ce l’abbiamo proprio noi in Italia. Precisamente in Abruzzo. Racchiuso tra le montagne incontaminate dell’Appennino Centrale, si tratta di uno specchio d’acqua diverso da tutti gli altri: il Lago di Scanno, cuore pulsante del turismo della regione, è “nato” con una forma straordinariamente simile a quella del classico cuoricino.
Siamo nella Valle del Sagittario: qui, il lago è ben più di una semplice meta da escursione. Nel tempo è diventato un vero e proprio simbolo della natura abruzzese, un ecosistema intatto dove il verde dei boschi si specchia in acque dalle tonalità smeraldo e turchese, circondato dai rilievi dei Monti Marsicani e del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Scanno e il suo bacino idrico sono immersi in un’atmosfera unica, sospesa nel tempo. Se stai programmando un viaggio alla scoperta dei tesori nascosti dell’entroterra abruzzese, questa guida ti svelerà ogni segreto sul leggendario Scanno, il lago a forma di cuore. Dalle sue reali origini geologiche ai misteri storici, fino alle indicazioni dettagliate per intraprendere il celebre Sentiero del Cuore e ammirare questa spettacolare sagoma romantica in tutto il suo splendore.
Scanno, il lago a forma di cuore in Abruzzo
Il lago di Scanno è il bacino naturale più grande della regione, situato a un’altitudine di circa 922 metri sul livello del mare. Posizionato tra i territori comunali di Scanno e Villalago, questo specchio d’acqua vanta una storia geologica affascinante. A differenza di molti altri laghi appenninici di origine glaciale o vulcanica, il lago di Scanno si è formato a causa di una gigantesca frana staccatasi dal soprastante Monte Genzana: un collasso che, diverse migliaia di anni fa, ha sbarrato il corso del fiume Tasso, ostruendo la valle e creando un naturale bacino. Nel tempo, l’acqua ha riempito la conca fino a raggiungere l’equilibrio attuale, alimentata dalle sorgenti subacquee e dai piccoli immissari invernali.
Il paesaggio tutt’intorno è dominato dalla natura, rigogliosa e selvaggia. Boschi di faggio, querce, cerri che si spingono fino a ridosso delle sponde, contrastando il colore delle acque. Nel tempo, questo ambiente incontaminato è diventato il rifugio di cervi, volpi, uccelli e germani reali; a volte, tracce lasciano intendere anche di lupi e orsi bruni marsicani.
Oltre all’innegabile valore naturalistico, il lago è strettamente legato al borgo di Scanno, situato a pochissimi chilometri di distanza. Un labirinto di vicoli in pietra, portali barocchi ed eleganti scalinate, famoso in tutto il mondo per essere stato immortalato dai padri della fotografia internazionale: Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli e Renzo Marignano. Tutti loro -e molti altri- sono rimasti tanto affascinati da questo luogo da spendere ore e ore in attesa dello scatto perfetto.
Perché il lago di Scanno ha la forma di cuore?
Oggi ci verrebbe da chiedersi se le fotografie che ritraggono il Lago di Scanno siano reali o meno: la sua forma stupisce inevitabilmente chiunque la veda la prima volta. Sembra quasi surreale, eppure esiste. Sì, ma perché?
Se dovessimo basarci esclusivamente sulla cartografia ufficiale o sui rilievi satellitari zenitali, scopriremmo una realtà geometrica ben diversa. La pianta reale del lago di Scanno ha una forma vagamente ovale o trapezoidale, allungata verso la Valle del Sagittario, con una strozzatura nella parte centrale per via della conformazione delle sponde rocciose. Non è a forma di cuore, quindi: la verità si chiama illusione ottica prospettica.
Il cuore si palesa solo ed esclusivamente se osserviamo il bacino da un preciso punto di vista, a una determinata altitudine e con una chiara inclinazione visiva. I contorni reali del lago si sovrappongono e si mascherano a vicenda, nascondendo le asimmetrie e mettendo in evidenza solo le linee curve che disegnano il fantomatico cuore.
Chiaramente nel tempo sono nate leggende e fantasie, nel tentativo di spiegare il fenomeno. La più famosa narra che il lago si sia formato dopo un epico scontro tra il re di Roma e una bellissima maga del luogo, di nome Angiolina. Il sovrano, follemente innamorato della fanciulla ma da lei respinto, tentò di rapirla con il suo esercito. Per salvarsi, la maga invocò l’aiuto delle forze della natura, facendo sprofondare il terreno sotto i piedi dei soldati nemici: la conca così creata si riempì istantaneamente d’acqua, assumendo la forma di un cuore a perenne testimonianza del grande amore che aveva generato quel luogo. Spiegazione scientifica o mito locale, il risultato non cambia: l’effetto visivo è comunque sorprendente.
Come vedere il lago di Scanna a forma di cuore
Se ti trovi sulle sponde o passeggi lungo la strada circumlacuale, non lo vedi. Per poter ammirare il disegno tanto romantico del lago, devi per forza salire in quota. L’unico modo per godere di questo spettacolo è percorrere il Sentiero del Cuore, un itinerario escursionistico di media difficoltà che si inerpica lungo il costone della montagna.
Parti dal cimitero di Scanno o dalla sponda vicina alla Chiesa della Madonna del Lago, sulla statale. Ti immergi all’interno di un fitto e fresco bosco di querce, poi risali il versante montuoso attraverso una serie di tornanti sterrati. Il terreno è caratterizzato da fondo misto di terra, radici e roccia calcarea, tipico dei percorsi appenninici.
Dopo circa 40-45 minuti di cammino costante raggiungi una prima deviazione, che conduce all’Eremo di Sant’Egidio. Questo piccolo edificio di culto rurale, risalente al XVII secolo, sorge su un colle isolato a quota 1.050 metri ed è un luogo intriso di pace e silenzio, ideale per una breve sosta rigenerante.
Poi rientri nel bosco per l’ultimo tratto di salita, il più faticoso, che ti porta alla meta finale: Belvedere del Cuore. Una terrazza naturale sospesa nel vuoto e protetta da una staccionata in legno, quella da cui avviene la magia: la prospettiva si allinea, gli alberi sulle sponde incorniciano l’acqua in modo perfetto e il lago di Scanno si rivela sotto i tuoi occhi come un cuore perfetto, immenso e scintillante.
Consigli per raggiungere il punto panoramico
Per far sì che la tua escursione lungo il Sentiero del Cuore si trasformi in un’esperienza piacevole e priva di imprevisti, meglio pianificare bene la camminata. Visto e considerato che questo itinerario ha una lunghezza di circa 4,5 chilometri tra andata e ritorno, un dislivello positivo di circa 240 metri e un tempo di percorrenza che varia tra 1 ora e mezza e le 2 ore.
Livello facile-medio, sì, ma non per questo va affrontato con superficialità. Assicurati in primis di indossare scarponcini da trekking leggeri o di scarpe da trail running con suola scolpita, per avere il giusto grip sui tratti di roccia friabile e fogliame umido. L’abbigliamento deve essere comodo, sportivo e preferibilmente a strati per adattarsi ai cambi di temperatura tra l’ombra del bosco e le aree esposte al sole, mentre nello zaino non devono mai mancare una buona scorta d’acqua (almeno 1 litro a persona dato che non ci sono punti di ristoro), occhiali da sole, crema solare ad alta protezione e uno snack leggero.
Meglio organizzare la gita in tarda primavera o autunno: se parti in estate, mettiti in cammino presto, diciamo entro le 9, oppure nel tardo pomeriggio dopo le 16. Così eviti le ore centrali e la folla, godendoti il panorama senza troppa gente. Se opti per l’ora del tramonto, porta con te una torcia così da affrontare la discesa senza rimanere al buio.
Dove alloggiare: il miglior hotel in Abruzzo su Villaggi Estivi
Per godere appieno di questa avventura conta anche l’alloggio: scegline uno vicino al lago di Scanno, così da rientrare in un orario comodo e, perché no, goderti anche una cena senza dover cercare il ristorante.

L’alternativa migliore è scegliere una struttura sulla strada panoramica che conduce al lago, una delle più belle del Centro Italia: attraversa il cuore del Parco Nazionale e costeggia le gole montagne della Valle del Sagittario. Pescasseroli è un’ottima base: dista circa 50 chilometri dal lago, per un tragitto di circa un’ora che diventa parte integrante del viaggio. Foreste millenarie, valle selvagge: se guardi bene, avvistare la fauna locale non è affatto raro.
Qui puoi soggiornare al Grand Hotel del Parco, godendo di una posizione centrale per l’outdoor: potrai dedicare una giornata all’esplorazione dei sentieri storici della capitale del Parco (come il Bosco della Difesa) e il giorno successivo spostarvi verso la Valle del Sagittario per affrontare il Sentiero del Cuore a Scanno, muovendoti sempre con estrema facilità.
E al rientro dalle tue faticose escursioni in montagna, niente di meglio di un po’ di relax nella splendida piscina all’open air. Immersa in un giardino secolare, la vasca è un autentico toccasana per il fisico: favorisce lo scarico delle tensioni muscolari e regala un relax totale sotto il cielo dell’Appennino.
Il resort, poi, propone anche servizi completi per chi viaggia in famiglia. Formule di mezza pensione o pensione completa con una cucina di eccellenza basata sui sapori autentici abruzzesi, animazione soft, mini club per i più piccoli ed escursioni da organizzare per esplorare i dintorni.
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