
Offerte in Puglia: da Otranto a Gallipoli un connubio di mare e storia.
Otranto la sua storia, la sua cultura, in estate tanti turisti in vacanza nei villaggi turistici.
Una città solare, adagiata lungo il semicerchio turchese di un porticciolo nel cuore del Mediterraneo. Otranto è la città più orientale d’Italia e nei giorni luminosi e tersi, dal vicino faro di Punta Palascia le montagne dell’Albania emergono dall’orizzonte a circa 50 miglia marine sulla sponda opposta del Canale che prende nome proprio dalla città e divide la Puglia dai Balcani.
L’antica Hydruntum romana ha una posizione geografica e un pedigree storico quasi imbattibili. Inizia così la storia di Otranto, prima ci furono i Greci, poi arrivarono Longobardi, Bizantini, Normanni, Angioini, Aragonesi, Turchi e Veneziani. Una porta d’Oriente, dove secondo una leggenda sarebbe approdato anche Enea, e un porto che tra l’XI e il XII secolo era affollato di mercanti armeni e greci, marinai veneziani, monaci bizantini, pellegrini e Crociati diretti in Terrasanta.
Una città obiettivo predestinato di invasioni e saccheggi, ma anche con una storia cosmopolita, che si respira ancora risalendo dal porto lungo case bianche e vicoli in pietra viva che serpeggiano tra scorci improvvisi di mare e capitoli di questo passato. Quello bizantino si manifesta con un esterno austero e un’esplosione di affreschi che si inseguono sulle volte della pianta a croce greca della Chiesetta di San Pietro, eretta tra il IX e il X secolo, una delle più preziose testimonianze della cultura bizantina in Salento.
Dall’ altra parte di Corso Garibaldi, storico cuore di uno struscio cittadino punteggiato da ristoranti e locali dove tirar tardi, la Cattedrale fondata nel 1068 dal vescovo normanno Guglielmo nasconde nella penombra delle sue navate la travolgente bellezza di milioni di tessere policrome del più grande mosaico medievale d’Europa.
Un Albero della Vita lungo quanto la navata centrale, dove Adamo ed Eva convivono con re Artù che cavalca un caprone, Alessandro Magno non è lontano dall’Arca di Noè e dal Giardino dell’Eden, in un fantasmagorico taglia-incolla di Antico Testamento, miti, cicli cavallereschi, bestiari e simbologie esoteriche, Santo Graal incluso. Un labirinto di indecifrabili allegorie in cui l’autore, il monaco Pantaleone della vicina Abbazia di San Nicola di Casole, ha fissato sulle tessere un tempo in cui Otranto era un centro di convivenza tra culture diverse, all’ incrocio tra Occidente e Oriente.
Una storia finita drammaticamente quando qui il mare ha cambiato identità, da orizzonte è diventato confine tra due mondi con il trauma dell’invasione turca nel 1480, una ferita dell’anima custodita in fondo alla Cattedrale, nelle teche della cappella dei Beati Martiri dove sono conservati i resti mortali delle 813 persone trucidate dai Turchi sul vicino colle della Minerva per essersi rifiutate di abiurare la fede cristiana.
I martiri, protagonisti della storia per gli abitanti di Otranto far visita ai martiri non è qualcosa che mette angoscia o paura, è ricordare una storia di orgoglio che ha segnato la città, così viva nella memoria collettiva che ancora oggi alcuni otrantini si chiamano Martire, usato addirittura nella versione femminile Martira. Una storia che parte da lontano dalla notte dei tempi, una città gettonata in estate, turisti italiani e stranieri affollano la bellissima cittadina del basso Salento, dove tanti cercano i migliori villaggi in Puglia con una ricerca on line per trascorrere le vacanze estive con la famiglia, gli amici, consapevoli delle bellezze che la Puglia offre in estate.
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Mare, spiagge, storia, cultura da Otranto a Gallipoli.
La storia di Otranto, passa da Gallipoli dove godervi la spiaggia e il mare di Gallipoli, dove in estate tantissimi turisti prenotano le vacanze nei villaggi turistici in Puglia, dove la sera possono visitare iniziando dal Castello alla Cattedrale, dalla Riviera al Museo Civico con un’originalissima “stanza delle meraviglie”.
Se invece volete farvi una bella passeggiata, è consigliato restare sul lungomare fino all’oasi naturalistica di Porto Selvaggio, con la sua grande pineta e 7 chilometri di costa incontaminata, tre siti di Interesse Comunitario e numerose aree di carattere storico-archeologico e naturalistico, tra cui la Palude del Capitano. Sia quel che sia, andando o tornando, non dimenticatevi di fare altre soste, per esempio nell’ incantevole paesino di pescatori di Santa Caterina.
Del resto, avrete già capito al volo che la velocità è snaturante, più che mai da queste parti. Il mare, le spiagge, in estate da nord a sud la bellissima Puglia è affollata da tanti turistici che nei villaggi turistici trascorrono le proprie vacanze con la famiglia, gli amici, che di giorno fino a tardi sera si rilassano sulle spiagge di sabbia e si divertono con giochi e musica nel mare e la sera passeggiata in pieno relax nel centro storico a visitare i monumenti storici, tanti che non basterà una settimana.